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LONDRA (Reuters) - Lo scrittore Dan Brown non ha copiato materiale da un libro pubblicato in precedenza per scrivere "Il codice da Vinci", ha detto oggi un avvocato alla Corte suprema di Londra.
Con oltre 36 milioni di copie del suo romanzo distribuite in tutto il mondo e una grande produzione hollywoodiana che dovrebbe uscire a maggio, i rischi che si corrono sono alti nella denuncia presentata contro gli editori di Brown dagli storici Michael Baigent e Richard Leigh.
Nelle motivazioni presentate alla difesa gli editori della Random House hanno detto che gran parte del "tema centrale" di "The Holy Blood, and the Holy Grail" ("Il sangue sacro, il sacro Graal"), che secondo gli autori è stato copiato, non figura affatto nel Codice da Vinci.
"Un'altra difficoltà è che il Codice da Vinci non ha molti dei punti del tema centrale", ha detto l'avvocato degli editori, John Baldwin. "Riteniamo che questo sia un fattore decisivo per il caso".
Nel secondo giorno del processo, con Brown che si è presentato in aula ancora una volta, Baldwin ha sostenuto che le idee che gli storici cercano di proteggere sono troppo generiche.
"Le cose a cui l'accusa fa riferimento sono molto generiche e non sono protette dal diritto di autore", hanno detto gli editori in una nota che riassume la propria posizione.
Gli editori precisano anche che la richiesta dell'accusa sembra concentrarsi sull'idea del libro "Il sangue sacro" secondo la quale Gesù avrebbe sposato Maria Maddalena, avrebbe avuto dei figli da lei che sarebbero sopravvissuti e avrebbero formato una dinastia di regnanti francesi, dinastia che continuerebbe adesso tramite una società segreta basata in Francia che cerca di riportare la dinastia sui troni europei.
"Secondo l'accusa questa loro idea è coperta dal diritto di autore, mentre Random sostiene che non ci sia alcun diritto d'autore su informazioni di questo tipo, e che in ogni caso non c'è stato alcun plagio", ha detto l'editore.
Il caso ha sollevato parecchio interesse da parte dei media, sia perché riguarda uno degli scrittori di maggior successo al mondo, sia perché contrappone il diritto di un autore di usare ricerche già esistenti rispetto alla protezione di scrittori di non-fiction.
Alcuni esperti hanno sottolineato come Sir Leigh Teabing, un personaggio del libro di Brown, che ha 41 anni, abbia un nome che anagrammato compone i cognomi di Leigh e Baigent. Il terzo autore del libro scritto nel 1982, Henry Lincoln, ha preferito rimanere fuori dal processo.
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