ROMA - «Nell'album di famiglia della sinistra ci sono anche i criminali». Lo ha detto il presidente di An, Gianfranco Fini, durante la registrazione della puntata di lunedì di Matrix, la trasmissione di Enrico Mentana su Canale 5, a cui ha partecipato anche il leader ds Massimo D'Alema.
L'INTERVENTO IN IRAQ - Tra i due sono volate scintille, soprattutto quando si è parlato dell'intervento militare in Iraq e dei rapporti con le forze politiche più estremiste. «Secondo te i kamikaze sono assassini?», chiede Gianfranco Fini a Massimo D'Alema quando viene affrontato il capitolo iracheno. «Sì sono assassini - risponde il presidente dei Ds - ma sono assassini anche coloro che usano il fosforo bianco verso la popolazione civile, come è già successo a Falluja».
CARUSO E LA BARCA - Sulla campagna acquisti che entrambi i poli stanno conducendoper aumentare le rispettive basi di consenso, Fini ha puntualizzato che «da noi non c'è nessuno squadrismo neofascista», replicando così all'accusa di avallare le trattative berlusconiane con le formazioni di estrema destra come Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini e il Movimento sociale e il Fronte nazionale di Rauti e Tilgher. «Piuttosto - ha rilevato l'esponente di An - c'è lo squadrismo di Caruso. Attento D'Alema, ti vuole espropriare anche la barca. Devi prendere le distanze da questi "comunisti"». Pronta la replica di D'Alema: «Ci penseranno gli elettori che daranno forza alla lista riformista dell'Ulivo. Quella è la garanzia stabilitá e di serietá dell'azione di governo».
«PALAZZO CHIGI? E' PER PRODI» - D'Alema ha poi voluto smentire ancora una volta l'ipotesi di un suo approdo a Palazzo Chigi in sostituzione di un Prodi che verrebbe scalzato dopo qualche mese, avanzata da Silvio Berlusconi e ripresa da diversi organi di informazione. «Semplicemente non è vero - ha detto il presidente della Quercia -. Prodi è stato scelto con le primarie e sarà Prodi il Presidente del Consiglio. Piuttosto è lo schieramento di centrodestra che ha tre candidati a Palazzo Chigi».
IL «TRIDENTE» DELLA CDL - «Noi invece faremo delle primarie chiamando al voto 55 milioni di elettori - ha sottolineato Fini -. Detto questo Casini ed io diciamo e scriviamo con chiarezza che il candidato premier della Cdl è Berlusconi. Ma se io avrò anche un solo voto in più di Berlusconi sarò io ad andare a Palazzo Chigi». «La storia delle tre punte, del tridente, nasce da una finzione - è stato il commento di D'Alema -. In realtà non se la sentono di dire agli italiani che il loro candidato è Berlusconi, cioè uno che è a metà tra Napoleone e Gesù. Non servono i sondaggi americani - sottolinea D'Alema - per sapere che An è indietro di sette punti almeno rispetto a Forza Italia e che Casini con il suo 5% può essere il premier di niente».
«AMMIRO BERLUSCONI» - Sempre a proposito di Berlusconi, D'Alema dice che «riesce a suscitare in me un sentimento di ammirazione» e che «ha ragione Bondi: nel centrodestra ci saranno pure tre punte, ma c'è un solo goleador, lui. Berlusconi è veramente pervasivo e riesce tutti i giorni a imporre gli argomenti della campagna elettorale. I giornali parlano solo di quello che dice lui». «Capisco che D'Alema provi ammirazione per Berlusconi - commenta Gianfranco Fini in studio - del resto basta confrontarlo con Prodi...». «Beh - controreplica D'Alema - c'è una differenza fondamentale: Berlusconi è l'uomo delle campagne elettorali, poi però, finito lo show, bisogna governare il paese. L'ideale, dunque è questo: lo show lo fa Berlusconi e poi il Paese lo facciamo governare a Prodi».
corriere della sera