"Continuiamo a cercare", ha detto Lucia Chiarla, protagonista di "Bye Bye Berlusconi!" (Ciao ciao Berlusconi!) in una conferenza stampa al Festival di Berlino oggi.
"Riceviamo (delle manifestazioni di) interesse ma poi perdono coraggio all'ultimo minuto".
Gli italiani si recheranno alle urne il 9 aprile . Come suggerisce il titolo, il film si augura senza mezzi termini che Berlusconi venga sconfitto.
La sceneggiatura di "Bye Bye Berlusconi!" nasce con l'idea del finto rapimento del premier italiano finché gli avvocati, convocati per controllare, hanno avvisato il regista Jan Henrik Stahlberg che avrebbe rischiato una valanga di denunce se avesse continuato con il progetto.
Alla fine, il progetto cinematografico è partito con sette avvocati.
Ne è risultata un'opera a due livelli con una squadra italiana che ha voluto fare un film in cui Berlusconi viene rapito e poi il film di compromesso che di fatto è stato prodotto.
A Stahlberg, tedesco, è stato consigliato di fare una satira con il rapimento di un personaggio fittizio, cosa che accade nel film, nella finta terra di Topolonia.
Il personaggio di Topolino è preso in prestito da Walt Disney, mentre il politico rapito è il sindaco di Duck City, che è divenuto ricco commerciando in meloni, ha costruito un impero mediatico chiamato "La tv dei meloni" e adora il calcio.
Si riconosce? E' abbastanza chiaro chi sia l'obiettivo, anche grazie al protagonista Maurizio Antonini, che somiglia a Berlusconi e interpreta "Mickey Louse" (Topolino in inglese è Mickey Mouse).
Stahlberg ha detto che "Bye Bye Berlusconi!" è stato comprato da distributori in Europa ma che le aziende italiane non sono interessate.
Il regista si è chiesto se un progetto italiano sul rapimento di un importante politico tedesco non troverebbe distributori in Germania.
Ma il film è stato proiettato alcune volte in Italia.
"Gli italiani sembrano essere sollevati che qualcuno abbia fatto una cosa di questo genere", ha detto Stahlberg.
Antonini, che interpreta il personaggio che ricorda Berlusconi, ha detto di aver conosciuto il premier italiano alla fine degli anni '80 e di essere stato inizialmente conquistato dal suo fascino. Con il passare del tempo, però, ne è rimasto deluso. La sua somiglianza con il primo ministro è inquietante.
"Normalmente non indosso la cravatta perché (altrimenti) la gente mi ferma e mi chiede cosa stia facendo", ha detto.
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