Qualcuno aveva etichettato lo spettacolo dell’Herios di Vigliano come “sperimentale”: già perché andare in terra biellese è parlare della storia d’un rione vercellese non è certo un’impresa semplice. Or bene, qualcuno dirà che anche De Filippo (tanto per citare un grande del teatro) portava in scena spaccati della “sua” Napoli ma, sebbene in lingua partenopea si trattava comunque d’avvenimenti trasportabili (e fruibili) in qualsiasi altra latitudine. Questo prologo, insomma, per anticipare le difficoltà cui gli attori di Spazio Scenico sono andati incontro (per esempio è difficile per un non vercellese captare i riferimenti a posti tipici della città come “Billiemme”, “Camp ad Marte”, “Teatro Civico” o personaggi altrettanto famosi all’ombra del Sant’Andrea, o meglio del Cervetto come “Nicletu” Formaggio, fondatore dell’Associazione “Nati stanchi” o l’Antoniolo conosciuto in tempo di guerra per il suo “oli ‘d ravison” ovvero ravizzone pianta dal tipico colore giallastro presente nelle campagne vercellesi). Alla fine l’esperimento ha funzionato. Certo, come anticipato, non tutte le battute sono andate nel segno e i non bicciolani saranno usciti dall’Herios con qualche interrogativo non sciolto ma gli applausi convinti alla chiusura del sipario (e le due chiamate sul proscenio degli attori) sono stati una chiara conferma che, comunque, lo spettacolo “Savon e pera” è piaciuto. Infondo, tolti alcuni riferimenti vercellese, è stata raccontata la storia di un rione che, a ben vedere, pur cambiando personaggi e ambientazioni, ha riproposti momenti di storia, vissuti anche in altre realtà: la rivoluzione francese, il Risorgimento con l’Unità d’Italia, le due guerre mondiali e la faticosa ricostruzione: tutti eventi che non hanno specifiche entità geografiche. E se Roberto Secchioni, in una sua celebre canzona parlava di “esperimenti da non più tentare” quello di “sdoganare” l’epopea cervettiana al di fuori dei confini vercellese, invece, può (e dovrebbe) venire ripetuto. E allora in attesa che Pino Marcone e il Comitato del rione Cervetto (calato in massa a Vigliano, guidato dall’infaticabile patron Christian Bobbola) scelgano nuovi teatri dove inscenare “Savon e pera” un complimento ai sette attori saliti sul palco dell’Herios (Mauro Ferraris, Roberto Mattea, Vittorio Pratelli, Alessandra De Marco, Emanuela Broglia, Piermario Ferraro e Paolo De Marco) in grado, oltrechè con la voce e le battute, di spiegare attraverso indovinate mimiche visive le emozioni che stavano interpretando. Forse è anche grazie a questo che “Savon e pera” è stato apprezzato anche in “terra straniera”. |