I Malavoglia, riassunto + descrizione dettagliata dei personaggio
I Malavoglia è un romanzo scritto da Giovanni Verga e pubblicato nel 1881. Con Mastro don Gesualdo fa parte del ciclo dei Vinti. Il romanzo è ambientato nella seconda metà del 1800 e un dato storico che ci conferma questa ambientazione temporale è la sconfitta dell’esercito italiano presso l’isola di Lissa, nell’Adriatico, il 19 Luglio 1866 contro gli Austriaci, in cui, nel racconto, uno dei Malavoglia, Luca, morirà da soldato italiano.
Riassunto del libro
Il romanzo narra le disavventure - dal 1863 al 1876 - della famiglia Malavoglia, gente di mare che vive ad Acitrezza, un villaggio di pescatori che vive a pochi chilometri da Catania. Patriarca della famiglia Malavoglia, che abitano la casa del nespolo e vanno per mare con una grossa barca, la "provvidenza", è padron 'Ntoni, nume tutelare della casa e della religione del dovere. Poi viene il figlio Bastianazzo, infaticabile lavoratore, che ha preso in moglie Maruzza, detta la Longa, una piccina intenta solo a tessere, salare le acciughe e a far figlioli. Completano il gruppo di famiglia i nipoti: il maggiore 'Ntoni, un bighellone di vent'anni; Luca, mite e laborioso, sollecito a caricarsi pesi e sofferenze che non gli spettano; Mena, sempre al telaio, pronta a lavorare e soffrire in silenzio; infine Alessi, il fratello più piccolo, e Lia, l'ultima nata. Nel dicembre del '63, quando da pochi anni la Sicilia è venuta a far parte del nuovo regno d'Italia, il giovane 'Ntoni è chiamato alla leva di mare, con grande sgomento del nonno che vede sottratte all'economia della famiglia le braccia più valide. Per altro l'annata è stata scarsa e con il solo ricavato dalla pesca i Malavoglia non riescono a sbarcare il lunario. Per migliorare le condizioni economiche, il vecchio decide una speculazione: acquista a credito dall'usuraio Zio Crocifisso un quantitativo di lupini da trasportare con la "Provvidenza" e rivendere altrove; ma una tempesta ingoia la barca causando la perdita dei lupini e la morte di Bastianazzo. Privati da due forti braccia, con la barca sconquassata ed il grosso debito dei lupini da pagare, i Malavoglia sono ridotti quasi in rovina. Guidati dal nonno, tentano eroicamente di resistere, ma invano. Non riuscendo a pagare il debito dei lupini, sono costretti a lasciare la casa del nespolo; la "Provvidenza" poi torna a naufragare e la morte torna a battere i suoi tristi colpi: muore Luca nella battaglia di Lissa e muore la Longa di colera in mezzo alla disperazione della famiglia. Ancor più amaro è il destino dei sopravvissuti. 'Ntoni, sempre più inquieto e smarrito, insofferente del duro mestiere di marinaio, si dà al contrabbando e finisce condannato a cinque anni di galera. Lia, per sottrarsi alle cattiverie del paese dopo che è venuta alla luce la sua presunta relazione con il brigadiere don Michele, fugge di casa senza dare più notizie di sé. Padron 'Ntoni muore all'ospedale col suo fardello di illusioni e di dolori. Solo Alessi, dopo tante sventure, riesce a riscattare la casa perduta e, assieme a Nunziata, a ricostruire il focolare domestico; con loro resta Mena che, sentendo il disonore di Lia sulla famiglia, ha rifiutato la proposta di matrimonio di compare Alfio. Dal carcere, una sera tardi torna alla casa del nespolo anche 'Ntoni, ma per andarsene via disperato, perché non c'è più posto per lui, ormai così diverso dai pochi che sono rimasti.
I personaggi
Importantissima è la descrizione dei tantissimi personaggi del racconto, presentati dal Verga in modo molto dettagliato dal punto di vista delle caratteristiche morali. Di ogni personaggio sappiamo un po’ la storia, ma anche il pensiero, le intenzioni, poiché ci vengono raccontate dal Verga come se a parlare fosse il popolo; quindi troviamo tutti i pettegolezzi e quello che i paesani vedono o credono di vedere che ci danno un’idea di come questi personaggi appaiano alla gente.
I Malavoglia sono un romanzo che fa parte della trilogia dei vinti, insieme a Mastro don Gesualdo. Sicuramente i Malavoglia sono il romanzo più conosciuto di Giovanni Verga, pubblicato per la prima volta nel 1881. Qua sotto potete trovare una descrizione completa dei personaggi dei Malavoglia.
Padron 'nToni: E’ il capostipite della famiglia. Uomo molto saggio, di una saggezza pratica. Dimostra in più occasioni di essere un esperto marinaio e un esperto pescatore. Soffre molto a causa delle morti precoci dei parenti e anche quando ‘Ntoni decide di partire, dopo la morte della madre. Si rallegra quando, venduta "la Provvidenza" vede tornare ‘Ntoni, anche se senza soldi, ma convinto che non avrebbe più lasciato la famiglia e quindi i più giovani avrebbero avuto una guida. Ma soffre moltissimo, quando capisce che ‘Ntoni era tornato, sì, ma era cambiato, diverso, senza gli stessi ideali in cui il vecchio credeva. L’unica sua consolazione erano Alessi e la Mena, poiché anche la Lia gli darà un grosso dispiacere dopo la sua fuga. Dopo il processo di ‘Ntoni, per la cui difesa aveva speso un sacco di soldi in avvocati, il povero padron ‘Ntoni perde quella voglia di fare, di continuare a sperare in qualcosa, che lo aveva sempre contraddistinto. Non parla più, non vuole più la casa dl Nespolo o una barca per tornare pescatore: si lascia morire. Ma per non essere un peso per i nipoti, chiede alla Nunziata di portarlo all’ospedale.
Bastianazzo: Unico figlio di padron ‘Ntoni, viene descritto all’inizio come grande e grosso come quanto il S.Cristoforo che c’era dipinto sotto l’arco della peschiera della città. Non abbiamo altre notizie in quanto muore quasi subito, naufragando con "la Provvidenza" e con i lupini.
La Longa: Moglie di Bastianazzo e madre di cinque figli. Il soprannome era tipico della famiglia, ma non caratterizzava la donna, piccina dal punto di vista fisico. E’ una donna che lavora con umiltà e senza tirarsi indietro nonostante le innumerevoli disgrazie capitatele, prima fra tutte la morte del marito e poi di un figlio. E’ una tessitrice, ma sapeva anche lavorare con il pesce, salare le acciughe. Cerca di convincere suo figlio ‘Ntoni a non partire in cerca di fortune, come questi voleva, promessa che poi verrà mantenuta solo fino alla morte di questa, a causa del colera di ritorno dal lavatoio.
'Ntoni E’ il figlio maggiore della Longa e di Bastianazzo. All’inizio del racconto va a fare il soldato, ma torna in fretta a causa della morte del padre, in modo da poter dare una mano. Non è soddisfatto della vita così condotta, pensa che la loro famiglia sia solo destinata a vivere nella miseria, senza speranza di una via d’uscita. Vorrebbe partire in cerca di nuovi posti dove andare e fare fortuna, ma viene convinto dalla madre a non farlo: ma alla morte di quest’ultima, decide di andarsene convinto di non essere più utile lì. Ma tornò dopo qualche tempo: ed invece di portare ricchezze e denaro, come aveva promesso, tornò tanto misero e pezzente, che si vergognava ad uscire di casa, e non lo fece per otto giorni. Ma da questo momento capì che non avrebbe più lasciato la famiglia. Purtroppo questo rinato sentimento verso la famiglia è durato a destinare ben poco. ‘Ntoni, tornato dal viaggio, è cambiato, è convinto che ormai la sorte gli abbia perseguitati e che per quanto lavorassero, non avrebbero cambiato di un virgola la situazione: così pensa che andare all’osteria sia l’unico metodo per alleviarsi tutte queste sofferenze. Inizia a litigare con i famigliari, torna a casa sempre ubriaco e dà molti dispiaceri a suo nonno, che sperava potesse lavorare ed essere la guida e facesse un po’ da padre per i suoi fratelli.
Luca Fratello minore di ‘Ntoni, secondo nipote di padron ‘Ntoni. Come dice il nonno ha più giudizio del grande. Da come ci viene descritto, credo che sia un po’ come Bastianazzo, lavorava e accettava quello che gi dicevano di fare convinto che quello fosse bene per la famiglia. Così quando gli dissero di andare a fare il soldato al posto di suo fratello, accettò senza discutere, e si avviò senza più discutere verso la stazione, da cui non sarebbe più tornato. Muore infatti in battaglia.
Mena Soprannominata da tutti la "Sant’Agata", per la sua dedizione al telaio, come la martire catanese, è la figlia maggiore della Longa e di Bastianazzo. E’ la prima che avrebbe dovuto sposarsi, e il prescelto fu Brasi Cipolla. Ma durante la cerimonia di fidanzamento, arrivò la notizia della morte di Luca, che gettò un’aria di tristezza su una cerimonia così gioiosa. Ma di lì a poco un altro fatto avrebbe rovinato questo fidanzamento: lo sfratto dalla casa del nespolo mandò all’aria tutto: e anche quando con la vendita della acciughe si sarebbe potuto darle una dote, il colera rovinò i loro piani. Ma a mio giudizio, la Mena ha accettato tutto questo senza lamentarsi, ma capendo la difficoltà della situazione. Dopo il ritorno i ‘Ntoni ed il suo cambiamento radicale, Mena si trova ad essere un po’ come la madre del fratello maggiore, apsettandolo ubriaco dietro la porta di casa. E’ forse uno dei personaggi più umili dei Malavoglia, ancor di più della madre, poiché anche quando torna in paese quell’Alfio Mosca di cui si era innamorata a suo tempo, e questi le propone di sposarlo, lei rifiuta, convinta com’era che sposare una Malavoglia sarebbe stata solo una disgrazia, dopo tutto quello che era successo.
Alessi Nipote più piccolo di padron ‘Ntoni, unico che rimarrà dopo la partenza di ‘Ntoni. Già da piccolo si dava da fare per aiutare la famiglia e, cresciuto un po’, andò ad aiutare suo fratello maggiore ed il nonno nella pesca. E’ molto laborioso e utile, proprio come suo padre e suo fratello Luca: è l’unico che aiuta il nonno prima e dopo il ritorno di ‘Ntoni e riesce a mettere su del denaro, sufficiente a sposarsi con la Nunziata, con la quale avrebbe voluto fin da piccolo sposarsi e a ricomperare la casa del nespolo è molto legato al nonno e segue molto bene i suoi insegnamenti.
Lia Ultima figlia di Bastianazzo e della Longa. Assomiglia molto alla sorella, Mena, dal punto di vista fisico, ma è una ribelle come suo fratello ‘Ntoni. Infatti, dopo che la sua relazione con don Michele era stata smascherata al processo, decide di fuggire, forse con il suo amato, e non se ne sa più niente. E’ un personaggio che non viene molto caratterizzato dal Verga.
I paesani Un po’ tutto il paese è protagonista di questa vicenda e quindi non si possono distinguere personalità di spicco. Ma i paesani e i vicini dei Malavoglia hanno abbandonato la sfortunata famiglia di pescatori quando questa ha iniziato ad avere difficoltà. I paesani più importanti sono: i Zuppiddi, lo zio Crocefisso, i Piedipapera, comare Santuzza, la Mangiacarrube, la Vespa, padron Cipolla con il figlio Brasi, la Locca con il figlio, Cinghialenta e Rocco Spatu (compagni di ‘Ntoni nel contrabbando), don Filippo, lo speziale e tanti altri. |