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A CHI SPARO?

Letto: 103 volte | Commenti: 1 | Postato il: 10-04-2007

Se qualcuno vuole condividere la lotta che da un po' di tempo a questa parte sto facendo con me stessa è ben accetto...

Una bomba interiore, che lo si voglia o meno

È chiaro che mi faccia paura e che mi allarmi

Perché è temibile come qualsiasi altro tipo di veleno

Perché distrugge come tutte le altre armi

 

La pistola è carica, il mio petto langue

Tra il proteggermi e il combattermi troppe energie

Disperdo

Il volto, i capelli sono ricoperti di sangue

È una guerra con me stessa per cui se vinco

Perdo

 

La difesa ed i nemici spesso si confondono

Negli occhi vige un fastidioso ed irritante bruciore

Se richiamo i miei soldati, questi non rispondono

Non ci sono alleati

Se la battaglia è interiore

 

Da una parte uso la fionda

Dall’altra un cappio stretto

Mentre un occhio fa la ronda

L’altro resta a letto

 

È un conflitto delirante che sa solo infondermi

Un senso di impotenza anche dentro al carro armato

 

So dove trovarmi perché so dove andrò a nascondermi

E m’inseguo inutilmente senza fiato

 

Istinto di sopravvivenza contro istinto di autodistruzione

Generano una guerra nel suo dramma comica

Da una parte mi difendo, dall’altra ho l’ambizione

Di gettare dall’aereo la spaventosa Atomica

 

La tenda dei compagni è mostruosamente vuota

E squarta i tramonti come fosse un vessillo

Sciorinato in un delirio di origine a me ignota

Che si trasforma nella mente nel millesimo

assillo

 

Probabilmente l’io-comandante inseguiva un’illusione

Probabilmente l’io-dominante non ha trovato soluzione

O forse semplicemente un io-mostro mi ha assediata

E nei suoi occhi (pur essendo i miei) non mi sono

identificata

 

In una mano tengo il cerino

dall’altra è pronto l’estintore

mi sento solo un moscerino

che ronza il suo dolore

 

e pur essendo la mia fatica indecifrabile

e spietata

Chi mi guarda mi vede folle, troppo fragile

E bloccata

 

L’io-nemico mi ferisce e mi sotterra

L’io-altro risponde pronto e tenace

L’io-stanco vorrebbe ribellarsi a questa guerra

E quello che prevale alla fine è l’io-incapace

 

Così che quando al crepuscolo mi piego

Sopra le zolle, distrutta da uno sforzo ignobile

Senza un dio e senza un uomo ecco che prego

Chiedendo a me di non rimanere così

Immobile

 

Poi vado al fuoco a riscaldare la solitudine

Per ogni arco preparo qualche freccia

Mangio un po’ d’aria, come consuetudine

Per perdere la linfa e far restare

La corteccia

 

E il giorno dopo, il giorno dopo l’assedio

Ed io pronta a pararmi e poi colpirmi

Nella ricerca di un inutile rimedio

Per far dire a me stessa ciò che mai ho saputo

dirmi

 

E c’è caos tra gli orizzonti rossi delle trincee

Dove corro per trovare riparo

E tutto questo confonde anche le mie idee:

se lotto contro di me

se non a me

a chi sparo?


Commenti del post

bello
Inserito da Anjelik il 25-08-2007.
ma tropo durra

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