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Invasione Ungheria 1956

Letto: 657 volte | Commenti: 1 | Postato il: 21-10-2006

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Invasione dell’Ungheria – 50 anni dopo. Per non dimenticare.

Alle 4,25 del quattro novembre 1956, l'armata rossa entrava in Butapest e, sparando su studenti ed operai, spezzava ignobilmente il sogno di libertà del popolo ungherese, ripristinando la dittatura comunista.
La rivoluzione cominciò nel pomeriggio del 23 ottobre. Un folto gruppo di studenti universitari si ritrovò in piazza a Pest per manifestare solidarietà al polacco Gomulka. Agli studenti si unirono moltissimi cittadini ed anche i soldati ungheresi intervenuti per disperderli. La folla crescente, non meno di centomila persone, dopo aver reclamato Nagy, mosse verso il Parlamento, al di là del grande fiume, rovesciò un'enorme statua di Stalin e assediò il palazzo della radio che si era rifiutata di trasmettere un comunicato. Intervenne la polizia di sicurezza, l'AVH, e aprì il fuoco sulla folla uccidendo molte persone. La protesta allora si allargò rapidamente e si trasformò in insurrezione.
Due giorni dopo Imre Nagy formava un governo con la presenza di molti moderati, tra cui il filosofo Lukacs, e senza la presenza di stalinisti.
Intanto la rivoluzione si era estesa in tutto il paese. Ripresero vita sindacati, associazioni culturali, emittenti e giornali liberi, a suo tempo schiacciati dal totalitarismo comunista, ed in ogni fabbrica si formarono consigli operai. Chiedevano il ritiro dei sovietici e libere elezioni.
Ma il 3 novembre il generale Pal Maleter, il ministro della difesa che si era schierato con gli insorti, venne arrestato dai sovietici mentre trattava proprio il loro ritiro dall'Ungheria; e la mattina del 4 novembre i carri armati del generale Lascenko, sostenuti dall'artiglieria e dall'aeronautica, invasero Butapest, trovando un'accanita opposizione soprattutto nei quartieri operai, e repressero nel sangue la resistenza anticomunista.
Imre Nagy fu costretto a rifugiarsi nell'ambasciata jugoslava, che poi lo consegnò ai sovietici, e fu impiccato in gran segreto nel giugno del '58, insieme con Maleter ed altri, dopo un processo sommario.
Il 7 novembre a capo di un governo fantoccio venne messo Kadar. La sua nomina fu poi retrodatata al giorno 4 per consentire ai sovietici di giustificare il loro intervento a sostegno proprio di quel governo.
Kadar, col supporto dell'URSS, annientò in breve tempo le sacche di resistenza rimaste nel paese e ristabilì l'ordine comunista. Fu un bagno di sangue che costò la vita di migliaia di operai, contadini e studenti.
L'Unità, organo del PCI, manipolando la voglia di libertà di un intero popolo, scrisse che la rivoluzione socialista aveva il sacrosanto diritto, "guai se così non fosse!", di intervenire con le armi per sconfiggere i “ribelli controrivoluzionari”.
Palmiro Togliatti, informato dal Politburo mediante l'ambasciata russa a Roma, dette l'assenso all'invasione. In Parlamento il PCI inneggiò all'armata rossa e "alla funzione liberatrice dell'esercito sovietico”.
Giorgio Napolitano chiamò "teppisti e spregevoli provocatori" gli operai e gli studenti ungheresi insorti e, giustificando l'intervento sovietico, lo definì un "contributo alla pace nel mondo".
Oggi in Ungheria il 23 ottobre, data di inizio della rivoluzione, è festa nazionale.
Il 26 settembre di quest'anno il Presidente Giorgio Napolitano, in visita ufficiale in quella nazione, ha reso omaggio alla tomba di Imre Nagy e al monumento ai caduti della rivoluzione.


Commenti del post

Invasione dell'Ungheria
Inserito da damnic il 24-07-2008.
Nel 1956 iniziò per me il nuovo corso di studio dopo le elementari, le
scuole medie ; quelle difficili - si diceva -che si poteva accedere solo
dopo aver superato l'esame di ammissione, e dove si studiava il latino e
l'algebra.. Gli orari andavano a regime dopo un mese dall'inizio e così
fu anche per la mia 1' E - Verso la fine del mese di ottobre sembrava di
inziare con serenità un bel periodo scolastico, di quelli che si
ricordano.
Infatti me lo ricordo ancora! ma non per gli studi o per i compagni di
scuola, ma ben altro e molto più grande e grave di quello che potevamo
immaginare.
Alla notizia dell'invasione dei carri armati russi a Budapest, delle
tragiche insurezzioni spontanee degli studenti e cittadini magiari : anche
gli studenti italiani vollero solidarizzare rivendicando il rispetto dei
popoli e la sovranità nazionale. A Lucca il provveditore agli studi
concesse di uscire dalle aule, a lezioni iniziate gli studenti delle scuole
superiori e solo gli alunni della terza media.
Mi stavo chiedendo come fare per essere anch'io in piazza . La fuga.!
Dalla finestra saltai sul terrazzo, scivolai sulla canala della colonne del
porticato del bel chiostro della scuola 'G.Carducci' riusci a guadagnare
l'ucita dall'unico portone ovviamente controllato dai bidelli del liceo
scientifico. La piazza Grande o Napoleone era gremita di giovani studenti
e lavoratori , cittadini in genere, ma tutti determinati di manifestare
contro le dittature comuniste, contro i carri armati e contro gli assasini dell'
Armata Rossa.. Questi erano i cori ma l'urlo che passava sopra tutto era "
LIBERTA' " e i tricolori italiani e ungheresi si sovrapponevano e
sembravano darsi la mano in segno di solidarietà e di spirito nazionale.
In quei momenti sentii esattamente di sentire di essere di DESTRA per quei
valori , e inoltre a quelli della nostra tradizione sociale e civiltà
europea. Le manifestazione continuarono per tre giorni in modo civile ma
decisi; io iniziai a frequentare im modo appasionato e sistematico il
movimento giovanile "Giovane Italia" che era all'interno dell sede della
partito MSI. in piazza s. Salvatore. Da allora ho sempre seguito il
Partito -
Claudio Riccardi

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