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Si sveglia alle sei del mattino. E' ancora buio. Un'aria fredda filtra dalla finestra lasciata semiaperta e dalle tapparelle abbassate a metà. "Il vento del nord", pensa León, alzandosi con un movimento solo dal letto. Il vento del nord che spazza la valle di Salina, nel Kansas, levigando come un pettine i campi brulli. Si veste in fretta, scende in cucina, si prepara un caffè. Con la tazza in mano, apre la porta e si mette a guardare la strada che scorre dritta ad un centinaio di metri da casa. La strada taglia la pianura da un lato all'altro e si perde in una curva ampia verso le montagne lontane. "C'è aria di neve, quest'anno l'inverno arriva in anticipo". Rimane a fissare i campi, mentre la luce dell'alba si accende incerta, osserva il giallo che si trasforma in marrone grigiastro, gli alberi radi che formano una macchia di verde su una gobba del terreno, tutta quella estensione di solitudine. Rientra in casa allo spuntare del sole. Cartoni Porno e molti Cartoni Giapponesi Quando era un giovane uomo aveva attraversato il Rio Grande, nascondendosi nel doppio fondo di un autotreno che caricava angurie. Era arrivato a Laredo semisoffocato e con i vestiti impregnati di un odore dolciastro, che lo aveva nauseato per settimane. Aveva cercato lavoro per alcuni giorni, senza un dollaro in tasca, fino a quando due messicani lo avevano ingaggiato come bracciante nei campi di cotone. Si ruppe la schiena e si rovinò le dita ad ottantacinque centesimi l'ora, per giorni, per mesi, fino a quando decise di spostarsi più a nord, verso il Kansas, stato di pianure ed allevamenti. Sapeva andare a cavallo e cercava un lavoro da mandriano, ma trovò posto in un allevamento di maiali. Distribuiva il pastone a quelle bestie luride ed indifferenti e, alla sera, gli stivali puzzavano di merda e di fango. Ma la paga era aumentata a un dollaro e trenta l'ora. Non capiva bene i padroni, gente che sgobbava duro e che rideva in modo insensato davanti a tavolate di birra leggera. Non lo trattavano male, in fondo. Una sola volta un suo compagno gli aveva detto "fucking cholo", ma lui si era allontanato sputando per terra. Che ne sapevano quei gringos ignoranti di lui, del suo popolo, delle civiltà che erano fiorite settecento anni prima di Cristo, quando in Nord America vivevano solo tribù di selvaggi che mangiavano carne cruda e cacciavano con lance primitive? Ma tutto ciò non importava. Erano loro adesso ad avere in mano la situazione. In quel momento l'unica cosa che voleva era lavorare duro qualche anno, mettere da parte un bel fascio di dollari e tornare a San Luís in una condizione migliore di quando era partito. Cartoni Erotici Quando conobbe Dolores, ne fu contento ed insieme intimorito. In quella terra povera di latinos, una donna di origini messicane e libera era più di quanto potesse sperare. Aveva un seno generoso, un volto pieno dalle guance paffute e le labbra grandi ed un carattere stravagante. Viveva con una sorella più grande in una casa cadente posta ai margini del villaggio. Si sussurrava che fosse mezza matta, un temperamento bizzarro, una persona che amava abbracciare gli alberi e vegliare di notte guardando per ore nel buio. León la incrociò una sera che tornava verso casa e la salutò con un cenno del capo. Ricevette in cambio una risata allegra e un movimento con la mano che non seppe decifrare. Arrivato nella sua baracca, si sentiva strano. Non riusciva a smettere di pensare a quel volto, a quella risata forte ed incongrua. A quella gonna lunga che lei trascinava con grazia indolente. Quando la rivide, le chiese di accompagnarlo, pensando di ricevere parole di rifiuto. Ma Dolores lo seguì a passi svelti in una stradina che attraversava un campo di mais rigoglioso. Leòn sentiva il cuore martellargli nel petto. Entrambi sapevano che era troppo tardi per tornare indietro. Cartoni Manga oppure Cartoni Hard Stette insieme a lei qualche anno, poi due aborti ed una setticemia gliela strapparono. Si ritrovò a vagare senza meta, prendendo treni merci di nascosto e dormendo dove capitava. Era contento di andare alla deriva, di massacrare il suo progetto, di perdersi in quei punti uniformi di una geografia estranea. Tagliò boschi in nord Dakota, raccolse tabacco in California, rimase perfino di guardia ad un grande magazzino nella città di Cleveland. Ma non amava le grandi città, irte di palazzi alti e di gente che sembrava tutta uguale. Preferiva viaggiare senza cognizione, senza mappe. Amava le stazioni ferroviarie, sapeva riconoscere i treni "sicuri" su cui la polizia ferroviaria non faceva ispezioni frequenti. Ogni tanto incontrava giovani uomini che si muovevano così dall'est all'ovest del continente. Parlavano in continuazione di cose astruse, di libri, di Europa, di sesso, di anima e di sensazioni che andavano vissute sul momento e scritte mediante l'aiuto dell'efedrina. Ma León non sapeva cosa fosse l'efedrina, girava la testa dall'altra parte e si addormentava su pagliericci che ormai trovava comodi.
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