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| L'E-book
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Postato il: 07-11-2005
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L'E-book, rivoluzione a scuola Escluse le elementari, la «scuola dell'obbligo» costa moltissimo, soprattutto per i libri di testo Escluse le elementari, la «scuola dell'obbligo» costa moltissimo, soprattutto per i libri di testo. La scuola è obbligatoria, ma i libri di scuola sono a pagamento. In media pro capite il solo costo per i libri può superare e di molto i 200 euro.Si può arrivare intorno al mezzo milione di vecchie lire. È un costo regressivo e irrazionale, perché incide di più su chi ha di meno e - a parità di avere - perché incide ancora di più, in una società con pochi figli, proprio sulle famiglie che hanno più figli. In generale, abbiamo in Italia un listino fatto da più di 33 mila «voci» di testi scolastici. Un Paese sapientissimo, un'economia da bazar, un brulicare stagionale di traffici che fanno insieme rabbia e tenerezza, voltapagina e apriportafoglio. È, quello dei libri di scuola, un caso tra tanti altri. Un pezzo storico della nostra complicatissima struttura sociale ed economica. Una struttura che non possiamo più permetterci di conservare tale e quale. Non per fanatismo «modernista» o «mercatista».
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| Ma perché siamo - in Italia, in Europa - relativamente sempre più poveri. Non tanto dal lato dei ricavi, quanto dal lato dei costi. Non tanto perché lavoriamo e produciamo di meno, quanto perché ci permettiamo ancora il maggiore dei lussi: il lusso dell'immobilismo. In un mondo che cambia vertiginosamente, o ci riformiamo o è la realtà che ci riforma. In peggio. È un discorso difficile da fare e non romantico. Ricordiamo la struggente frase di Marx, contro la modernità (borghese) che «ha lacerato senza pietà i variopinti legami», tipici del vecchio mondo. Ma è un discorso politico ormai necessario. In una fase storica caratterizzata - in Italia, in Europa - da una crescente, incombente cifra di povertà - povertà reale, percepita, attesa, assoluta, relativa - troppe voci di costo del vivere ora costituiscono reali problemi sociali. Problemi non certo nuovi in sé, ma nuovi nella loro negativa crescente rilevanza sociale. Davanti a questi costi-problemi si può essere variamente struzzi, cinici, agnostici o demagogici; romantici reazionari o riformisti; pragmatici che tentano l’esercizio riformista per eccellenza: trasformare senza traumi negatività in positività. |
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